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Espressioni argute e colorite di altri tempi

Vès batezàa cun l’aqua de spinàz (essere battezzato con l’acqua degli spinaci). Il senso della frase è che gli spinaci vengono bolliti in acqua non salata, per non alterare il colore delle foglie. E così l’espressione viene riferita a chi dimostra poco senno o ingenuità. Infatti il sacerdote, quando amministra il battesimo, usa il sale per indicare il dono della sapienza. Vès sincèer cumè l’aqua di fasöö (essere sinceri come l’acqua dei fagioli). Questa espressione viene riferita a chi è poco sincero, infido e tutt’altro che limpido. La ragione di ciò sta nel fatto che i fagioli sono buoni e saporiti quando sono lessati lentamente, ma lasciano nella pentola un’acqua scura, torbida e densa, tutt’altro che limpida e trasparente appunto! L’à mangiàa la fööia (ha mangiato la foglia). È un detto che deriva dall’esperienza agricola e, più precisamente, dall’allevamento dei bachi da seta. La sua origine sta nel fatto che il baco, quando ha mangiato la foglia del gelso (murùn) ed è ben nutrito, si arrampica sul ramo e va a formarsi il bozzolo, nel quale poi si evolve e si trasformerà in farfalla. Da questo evolversi del baco dopo essersi nutrito delle fogli del gelso, è nato questo detto, riferito a chi ad un tratto capisce qualcosa o intuisce il trucco di una certa situazione.


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